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Disinfettanti cutanei

Quello dei disinfettanti cutanei è un pianeta davvero molto vasto e spesso capita che venga fatta confusione tra i disinfettanti e gli antisettici. I primi sono sostanze il cui impiego è particolarmente indicato per la cute integra, ad esempio in caso si iniezioni intramuscolari. E’ invece da evitarne l’applicazione sulle lesioni della pelle o delle mucose per via della forte tossicità. Il dolore che si percepisce, altrimenti, è infatti insopportabile. Per quanto riguarda invece gli antisettici, essi possono essere usati sia sulla pelle lesionata che sulle mucose (sono in genere soluzioni non alcoliche, bensì acquose). La scelta di ricorrere a un disinfettante piuttosto che a un altro deve essere determinata da alcune precise caratteristiche, ovvero il tipo di utilizzo e il tipo di microbi da combattere così come anche la specifica composizione.

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Disinfettare una ferita: le cose da sapere

Tra gli aspetti principali che occorre tenere presenti quando si tratta di capire come disinfettare una ferita, c’è sia il tempo di contatto con il prodotto che la sua corretta conservazione - sia prima che dopo l’apertura della confezione - oltre al relativo livello di tossicità, che dovrà essere molto basso in caso di cute lesa. Sempre tenendo presente che anche la semplice acqua ossigenata disinfetta, ma che esistono prodotti ad hoc in grado di ripristinare in fretta il benessere della pelle.

L’antisettico ideale è quello che va ad agire unicamente sul microrganismo patogeno, senza dare luogo a effetti indesiderati: occorre dunque che sia caratterizzato da una nulla o scarsa tossicità per l’organismo. Tali prodotti si impiegano contro la comparsa di infezioni, putrefazioni oppure sepsi. Il disinfettante per ferite, deve comunque essere acquistato in confezioni non eccessivamente grandi e va conservato per un periodo di tempo ragionevole. Non lo si deve cioè tenere per molti mesi dentro all’armadietto dei medicinali, così come è sbagliato mantenerlo troppo a lungo aperto (e questo è un errore piuttosto comune). Tra le pratiche scorrette e dunque da evitare c’è poi quella di rabboccare il contenitore ormai esaurito con nuovo disinfettante ferite. Sbagliato pure toccare con del cotone la zona esterna del contenitore stesso. Anche i disinfettanti, proprio come accade con qualsiasi altra sostanza, possono finire per contaminarsi. In genere si è portati a credere che al loro interno sia impossibile per i batteri moltiplicarsi o crescere. Non è affatto così: dentro i disinfettanti aperti e conservati molto a lungo possono annidarsi batteri in gran numero, pronti ad essere improvvisamente trasferiti sulla nostra pelle.

L’applicazione dei disinfettanti cutanei avviene il più delle volte con un batuffolo di cotone oppure con l’impiego di garze impregnate di sostanza. Operazioni che si possono ripetere anche più volte nell’arco di una stessa giornata e che comunque devono essere circoscritte a un periodo di tempo breve. La nostra pelle, in seguito ad abrasioni o ustioni ma anche ferite ed escoriazioni resta maggiormente esposta al rischio di infezione: la barriera della cute non è infatti più integra, cosa che rende più facile l’aggressione dei batteri. Ecco perché è utile usare disinfettanti cutanei: l’obiettivo è prevenire proprio l’infiammazione.

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